QUAL È IL FULCRO DELLA QUESTIONE?

Trovare una soluzione duratura significa identificare un paese in cui i minori hanno diritto di abitare e vivere la loro vita. Una soluzione duratura tutela, nella maggiore misura possibile, l'interesse superiore di ciascun singolo minore a lungo termine ed è sostenibile e sicura da tale prospettiva. Una condizione di residenza sicura e a lungo termine è di importanza vitale per assicurare che i migranti minori possano accedere a tutti i loro diritti, inclusi il diritto al benessere e alla crescita personale. Una soluzione duratura può comportare l'integrazione nel paese di residenza o il reinsediamento o il ricongiungimento con la famiglia nel paese di origine o in un paese terzo, con assistenza.

I governi dovrebbero cercare soluzioni durature per i minori, sia quando sono all'interno di un nucleo familiare sia se non accompagnati o separati dai familiari. Una decisione duratura avrà conseguenze decisive a lungo termine per il minore, quindi dovrebbe essere basata su una procedura formale volta a valutare il suo interesse superiore e le esigenze di protezione e prendere nella dovuta considerazione i suoi diritti in quanto minore. Questa procedura dovrebbe anche assicurare un'adeguata informazione del minore e tenere debitamente conto del suo parere.

Le leggi e le politiche nazionali concernenti la determinazione dello status sono state spesso definite in un modo frammentato, con motivazioni diverse per la divulgazione decisionale tra leggi, politiche e procedure differenti. Ciò sta iniziando a cambiare, in particolare con l'obiettivo di sviluppare procedure di determinazione dell'interesse superiore destinate ai minori non accompagnati e separati, a seguito della guida più robusta offerta da fonti legislative e agenzie internazionali, come il Commento Generale CRC n° 6 e Sano e Salvo di UNHCR e UNICEF. Le procedure concernenti i minori all'interno di un nucleo familiare si concentrano spesso principalmente sullo status dei membri adulti della famiglia, con figli a carico, e dedicano poca o nessuna considerazione ai diritti e le esigenze dei minori. Ivi comprese procedure sull'accesso dei minori alla registrazione della nascita e l'acquisizione di una nazionalità, che in alcuni paesi europei dipendono dalla condizione dei genitori, ovvero in possesso di documenti validi o aventi una residenza legale, anche quando il minore sarebbe altrimenti apolide. Tuttavia, anche queste procedure mostrano una crescente attenzione, a livello internazionale, all'interesse superiore del minore, più recentemente nei Commenti Generali 22 e 23 del Comitato sui Diritti del Minore.

Anche la cooperazione transnazionale tra paesi può costituire un importante elemento per identificare e implementare soluzioni durature nell'interesse superiore del minore. Si tratta di un'area che richiede ulteriore attenzione e intervento a livello europeo (vedasi anche le sezioni Spotlight sulla Solidarietà e cooperazione tra i Paesi Membri UE e sulla Tutela dei diritti dei migranti minori nella politica estera UE).

QUALI DIRITTI DEI MINORI SONO IN GIOCO?

I diritti superiori dei minori, e come vengono tutelati tutti i loro diritti, sono importanti per trovare soluzioni durature. Assicurare che il minore sia in grado di crescere in un ambiente che soddisferà le sue esigenze e tutelerà i suoi diritti come definito da CRC dovrebbe essere il fulcro di un processo di soluzione duratura. I diritti CRC sono organizzati dai Cluster ONU per i Diritti dei Minori, utilizzati dalle nazioni per riferire al Comitato sui Diritti dei Minori (riesame periodico). Questi Cluster sono utilizzati dai governi nazionali per riferire al Comitato ONU sui Diritti dei Minori e sono un utile punto di riferimento. I seguenti cluster si concentrano in particolare sull'identificazione e implementazione di soluzioni durature: i principi generali, le violenze sui minori, i diritti e le libertà civili, l'ambiente familiare e l'assistenza alternativa e le speciali misure di tutela.

Una guida di particolare rilevanza per le soluzioni durature si può ottenere dai Commenti Generali del Comitato ONU sui Diritti del Minore e in particolare:

Commento Generale n° 6 (2005): Trattamento dei bambini separati dalle proprie famiglie e non accompagnati, fuori dal loro paese d’origine

Commento Generale n° 12 (2009): Diritto del minore ad essere ascoltato

Commento Generale n° 13 dell'articolo 19 CRC: Diritto del minore alla libertà da ogni forma di violenza

Commento Generale n° 14 (2013) sul diritto del minore ad ottenere la dovuta considerazione per il suo interesse superiore (art. 3, par. 1)

Commento Generale Congiunto n° 3 del CMW e n° 22 del CRC nel contesto della Migrazione internazionale: Principi generali

Commento Generale Congiunto n° 4 del CMW e n° 23 del CRC nel contesto della Migrazione internazionale: Obblighi degli Stati contraenti in particolare in merito ai paesi di transito e destinazione

QUALI POLITICHE E STRUMENTI UE SONO RILEVANTI?

Non esiste un singolo strumento giuridico UE che si occupi di trovare soluzioni durature per i minori migranti, sia non accompagnati o all'interno di un nucleo familiare. Si applicano, invece, diversi strumenti giuridici a seconda che il minore sia figlio di migranti regolarmente residenti e beneficiari di protezione internazionale, richiedente protezione internazionale, vittima di tratta, o soggetto passibile di applicazione della Direttiva di Rimpatrio. Esistono molteplici politiche e strumenti di finanziamento UE trasversali rilevanti per la questione.

Tutti

§  Comunicazione della Commissione Europea sulla protezione dei minori migranti (aprile 2017)-
Le soluzioni durature sono cruciali per il ripristino della normalità e stabilità per tutti i minori a lungo termine. Per identificare una soluzione duratura si devono considerare tutte le opzioni, come l'integrazione in uno Stato Membro, il rimpatrio nel paese di origine, il reinsediamento o il ricongiungimento con i familiari in un paese terzo. È essenziale determinare in modo approfondito l'interesse superiore in ogni caso.” (p. 11)

§  Conclusioni del Concilio sulla protezione dei minori migranti (giugno 2017)- “SOTTOLINEA che l'interesse superiore del minore deve essere una considerazione primaria per tutte le azioni o decisioni concernenti i minori e per valutare l'adeguatezza di tutte le soluzioni durature, il reinsediamento, l'integrazione o il rimpatrio, in base alle loro specifiche situazioni ed esigenze”.

§  Piano d'Azione sull'integrazione dei cittadini di paesi terzi (Comunicazione CE 2016) – azioni per promuovere l'integrazione di tutti i minori migranti eccetto i minori privi di documenti/ irregolarmente residenti.

§  I governi possono utilizzare vari strumenti di finanziamento UE per migliorare i diritti dei minori migranti. Prima del Forum UE 2016 sui diritti dei minori, dedicato ai minori migranti, la Commission Europea ha preparato un documento informativo (riesaminato il 5 febbraio 2018) con una panoramica dei diversi fondi UE e il loro ambito di applicazione, con esempi di recenti contributi UE. Questi fondi sono soggetti a modifiche, tuttavia il documento offre un'utile immagine dei progetti fino ad oggi.

Figli di migranti regolarmente residenti inclusi i beneficiari di protezione internazionale:

§  Direttiva UE sui residenti di lungo periodo - tratta lo status e i diritti dei migranti non UE con residenza regolare e continuativa da 5 anni, che soddisfano determinati criteri.

§  Direttiva sul ricongiungimento familiare – tratta le condizioni in base alle quali è concesso il ricongiungimento familiare ai migranti non UE regolarmente residenti, stabilisce le garanzie procedurali e tutela i diritti dei membri della famiglia.

§  Direttiva sulla ‘Carta blu’ UE – tratta lo status e i diritti delle persone a cui viene concesso l'ingresso in un paese per svolgere un lavoro altamente qualificato e i loro familiari. La Direttiva consente ai titolari della Carta blu di migrare con i loro familiari e accedere allo status di residenza di lungo periodo.

§  Nota: altra legislazione UE sui migranti regolari non prevede disposizioni per soluzioni durature per minori né fa riferimento all'interesse superiore del minore. La Direttiva UE sul Permesso Unico stabilisce una procedura unica per la richiesta e un insieme comune di diritti per molti lavoratori migranti, ma non include le disposizioni inerenti la residenza dei figli a carico. La Direttiva UE su ricercatori, studenti, etc. e la Direttiva UE sui lavoratori trasferiti all'interno della società tratta gli aspetti della situazione dei familiari dei ricercatori e dei lavoratori trasferiti all'interno della società, ma non considera i diritti di residenza. La Direttiva UE sui lavoratori stagionali non prevede il ricongiungimento familiare per i figli dei titolari di permesso.

Minori richiedenti o beneficiari di protezione internazionale:

§  Legislazione UE sulla protezione internazionale. La direttiva sulle Qualificazioni tratta la base sostanziale per la determinazione dello status per i minori richiedenti protezione internazionale e i diritti che derivano dallo status di protezione internazionale, con aspetti procedurali disciplinati dalla Direttiva sulle Procedure. La legislazione sulla protezione internazionale vigente è attualmente oggetto di rinegoziazione sulla base delle proposte della Commissione presentate nel 2016.

§  Il Programma di reinsediamento UE offre a minori al di fuori dell'UE e bisognosi di protezione internazionale la possibilità di ottenere tale protezione nell'UE. Inoltre, è in fase di negoziazione una proposta per un Regolamento finalizzato a definire un Quadro normativo dell'Unione per il Reinsediamento.

§  Guida pratica EASO sull'interesse superiore del minore nella procedura di asilo –pubblicata nel 2019. Consultare il sito web di EASO per altri tipi di sostegno e guida che potrebbero essere rilevanti per soluzioni durature, incluso il “sostegno permanente: sostegno e stimolo della qualità comune della procedura di asilo attraverso formazione comune, materiale di formazione comune sull'asilo, qualità comune e Informazione comune sul Paese di Origine (COI).”

Minori vittime di tratta:

§  Direttive UE sulla tratta di esseri umani – vedasi in particolare l'Articolo 16 che impone agli Stati membri di adottare le necessarie misure per trovare una soluzione duratura basata su una valutazione individuale dell'interesse superiore del minore. 

Minori che potrebbero essere soggetti a procedure di rimpatrio:

§  Direttiva UE sul Rimpatrio (2008/115/EC) – procedure e diritti dei minori identificati dalle autorità di immigrazione come residenti irregolari - vedasi in particolare l'Articolo 5, che impone agli Stati membri di prendere in debita considerazione l'interesse superiore del minore, della vita familiare e dello stato di salute, l'Articolo 6.4 sulla concessione del diritto di soggiorno per motivi socialmente compassionevoli, umanitari o di altra natura e l'Articolo 6.5 sull'astenersi dal ratificare una decisione in merito a persone con una richiesta in corso. Attualmente la rielaborazione della Direttiva sul Rimpatrio è l'oggetto di una propostadella Commissione.

§  La Raccomandazione della Commissione Europea su come rendere i rimpatri più efficaci, 7 marzo 2017 – paragrafo 13 raccomanda chiare regole sullo status di residenza dei minori non accompagnati (emissione della decisione di rimpatrio o diritto di soggiorno), basato su una valutazione individuale dell'interesse superiore del minore, con salvaguardie.

§  Comunicazione della Commissione Europea sulla protezione dei minori migranti“Dovrebbero essere stabilite chiare regole sullo status giuridico dei minori a cui non è stato concesso l'asilo ma che non verranno rimpatriati nel loro paese d'origine” (p. 12)
“Quando il loro interesse superiore lo esige, i minori dovrebbero essere rimpatriati nel loro paese di origine oppure ricongiunti con i familiari in un altro paese terzo. Le decisioni di rimpatriare i minori nel loro paese di origine devono rispettare i principi di non respingimento e dell'interesse superiore del minore, dovrebbero essere basate su una valutazione individuale e seguire una procedura equa ed efficace, che garantisca il diritto degli interessati alla protezione e alla non discriminazione."
“È importante garantire che i minori che verranno rimpatriati abbiano un pronto accesso ad appropriate misure di (re)integrazione, sia prima della partenza sia dopo l'arrivo nel loro paese d'origine o in un altro paese terzo.”
(p. 13)

§  Manuale UE sul Rimpatrio, rivisto il 27 settembre 2017 (Comunicazione CE) -
Il Manuale è finalizzato a guidare l'implementazione della Direttiva sul Rimpatrio. Per quanto concerne l'identificazione di soluzioni durature per i minori non accompagnati, il Manuale si basa sul linguaggio nella Raccomandazione CE del 7 marzo 2017 su come rendere i rimpatri più efficaci. Il Manuale riporta:
“Le soluzioni durature sono di importanza vitale per il ripristino della normalità e stabilità per tutti i minori a lungo termine. Il rimpatrio è una delle opzioni da valutare nel processo di identificazione di una soluzione duratura per i minori non accompagnati ed eventuali interventi dello Stato Membro devono prioritarizzare innanzitutto l'interesse superiore del minore. Prima di decidere di rimpatriare un minore non accompagnato, e in conformità all'Articolo 12(2) della Convenzione sui Diritti del Minore, è necessario ascoltare il minore interessato, direttamente o attraverso un rappresentante o un organo competente, ed effettuare sempre una valutazione dell'interesse superiore del minore su base individuale, anche per quanto riguarda i bisogni specifici, la situazione attuale in famiglia e la situazione e le condizioni di accoglienza nel paese di rimpatrio. Tale valutazione dovrebbe determinare sistematicamente se il rimpatrio nel paese di origine, compreso il ricongiungimento con la famiglia, è nell'interesse superiore del minore. La valutazione dovrebbe essere effettuata dalle autorità competenti sulla base di un approccio multidisciplinare, coinvolgendo il tutore designato del minore e/o l'autorità competente per la protezione del minore….”
(continua, contemplando con ulteriore enfasi il diritto di essere ascoltato, i riferimenti alla guida interpretativa e operativa e altri contenuti sullo status di residenza dei minori non accompagnati, vedasi p. 44-45).
Tutto questo contenuto nel Manuale si riferisce tuttavia soltanto ai minori non accompagnati, anziché a tutti i minori migranti, in linea con gli standard sui diritti del minore e la Comunicazione CE sui minori migranti.

§  Il Global Compact sulla Migrazione, che la UE e gli stati membri hanno negoziato con altri paesi all'ONU (e che sarà adottato nel dicembre 2018), considera i diritti e l'interesse superiore del minore come un principio trasversale, fa riferimento alla necessità di trovare soluzioni sostenibili, in particolare per i minori non accompagnati e separati dalle famiglie, e include l'intervento:
“Garantire che i processi di rimpatrio e riammissione che coinvolgono i minori siano realizzati dopo la determinazione dell'interesse superiore del minore…” (par. 37g)

Il Global Compact sui Rifugiati, che è stato adottato dall'Assemblea Generale dell'ONU nel dicembre 2018 riguarda le tre soluzioni durature tradizionali, ovvero rimpatrio volontario, reinsediamento e integrazione locale, e anche altre soluzioni locali e percorsi complementari per l'ammissione in paesi terzi. In questo contesto, evidenzia specificatamente il ricorso a strutture di transito d'emergenza o altre predisposizioni per procedure d'emergenza per il reinsediamento di donne e minori a rischio (par. 92).

Minori apolidi/Minori a rischio di apolidia

§  Conclusione del Concilio sull'Apolidia - Ricorda che il diritto di acquisire una nazionalità è stato reiterato in numerosi strumenti internazionali sui diritti umani come il Patto internazionale sui diritti civili e politici, la Convenzione sull'eliminazione della discriminazione contro le donne e la Convenzione sui diritti dei minori.

§  Conclusione del Concilio sulla promozione e protezione dei diritti del minore – Chiede agli Stati membri di …”favorire costantemente una maggiore consapevolezza sull'importanza della registrazione della nascita a livello nazionale, regionale e locale”.

Altre norme pertinenti/non UE

§  Convenzione Europea sulla Nazionalità – sancisce i principi e le regole applicabili a tutti gli aspetti della nazionalità ed è finalizzata a garantire che l'acquisizione di una nazionalità sia semplificata, la nazionalità non possa essere revocata arbitrariamente, le procedure che disciplinano le domande di nazionalità siano giuste ed eque. Vedasi in particolare l'Articolo 6 sull'acquisizione della cittadinanza, che stabilisce che la legge nazionale dovrebbe consentire l'acquisizione della nazionalità ai minori che sarebbero altrimenti apolidi alla nascita e ai minori che sono rimasti apolidi sul territorio.

§  Convenzione sulla Riduzione dell'Apolidia del 1961 – lo strumento internazionale principale che stabilisce le regole per evitare casi di apolidia

Nota: Per una panoramica sulle disposizioni giuridiche e l'orientamento riguardo ai minori non accompagnati risalente al giugno 2014, vedasi www.connectproject.eu.

Giurisprudenza

Un'importante giurisprudenza europea e internazionale è stata emessa in materia di motivazioni che possono stabilire un diritto di residenza in un paese, basato sui diritti umani (e del minore) e la protezione internazionale. Spesso ciò è legato ai ricorsi contro le decisioni di rimpatrio o gli ordini di allontanamento. La giurisprudenza può essere molto utile per sostenere la difesa. Consultare il sito web di:

§  Corte di Giustizia dell'Unione Europea  

§  Corte Europea dei Diritti Umani

§   Comitato ONU sui diritti dei minori Protocollo opzionale n° 3 Procedura di ricorso

§  http://www.europeanmigrationlaw.eu/

§  Database di informazioni sull'asilo (AIDA)

§  Strumento di giurisprudenza (Case Law Tool) di PICUM.

 

SEGUIRANNO SVILUPPI: Aggiornato a marzo 2019

In breve:

§  La revisione degli strumenti di protezione internazionale in corso si sta rivelando lunga e controversa.

§  L'implementazione della Direttiva Antitratta negli Stati Membri richiede ulteriore lavoro per quanto concerne le disposizioni per soluzioni durature.

§  La Commissione Europea ha pubblicato una proposta per modificare alcuni articoli della Direttiva sul Rimpatrio in linea con il grande interesse politico ad aumentare i rimpatri. Esistono chiare preoccupazioni sugli impatti sui minori e la salvaguardia dei loro diritti. Il Manuale sul Rimpatrio aggiornato del novembre 2017 usa un linguaggio piuttosto forte sulle procedure per i minori non accompagnati, riflettendo anche raccomandazioni politiche problematiche.

RISORSE PER IL PATROCINIO LEGALE

CEAS
Molte organizzazioni hanno commentato attivamente la revisione della legislazione sulla protezione internazionale, compresa la Regolamentazione delle qualifiche e la Regolamentazione del reinsediamento.

ECRE ha prodotto commenti dettagliati sulla Proposta della Commissione Europea per una Regolamentazione delle Qualifiche (disponibile qui), e la proposta per una rielaborazione della Direttiva sul Rimpatrio (disponibile qui). ECRE ha anche pubblicato due Note Politiche sulla proposta per un Quadro per il Reinsediamento dell'Unione:

Svincolo del Quadro per il Reinsediamento dell'Unione (disponibile qui) e Reinsediamento UE per la Protezione (disponibile qui). Una Nota Legale di ECRE/ELENA sull'invecchiamento e il ricongiungimento familiare è disponibile qui.

Rimpatri

Le agenzie per i diritti dei minori hanno espresso preoccupazione per il fatto che la Raccomandazione CE sui rimpatri contenesse diverse disposizioni che probabilmente danneggeranno i minori e violeranno i loro diritti, favorendo restrizioni sulle salvaguardie procedurali, aumento delle detenzioni e allontanamento forzato.

La Commissione ha attinto alle raccomandazioni nella sua proposta per una “rielaborazione” della Direttiva sul Rimpatrio, (con rielaborazione si intende che vengono proposte modifiche per determinati articoli, anziché per l'intero testo). Le modifiche principali includono: una (esaustiva) definizione del “rischio di fuga” (Art. 6), l'obbligo di cooperazione (Art. 7), l'immediata e automatica emissione di una decisione di rimpatrio in concomitanza al rigetto o la cessazione di residenza regolare (Art. 8), restrizioni sulle partenze volontarie (Art. 9), interdizione di ingresso durante i controlli all'uscita (Art. 13), sistema di gestione dei rimpatri (Art. 14), restrizioni sui ricorsi e il loro effetto sospensivo (Art. 14), un nuovo motivo per la detenzione e un minimo di 3 mesi per il massimo periodo di detenzione iniziale (Art. 18) e nuove procedure di frontiera (Art. 22) con metodologie semplificate, partenze volontarie e possibilità di ricorso estremamente limitate e fino a 4 mesi di detenzione (non scontabile con altre detenzioni contemplate dalla Direttiva). La proposta è soggetta a negoziati di trialogo, quindi il Parlamento Europeo adesso ha l'opportunità di proporre emendamenti alla proposta, per negoziazioni con il Concilio Europeo (che può anche suggerire emendamenti) e la Commissione Europea. La Commissiono non ha proposto nessuna modifica alle disposizioni destinate specificatamente ai minori non accompagnati.

Molte organizzazioni coinvolte nell'Iniziativa per i minori migranti stanno elaborando un documento guida sulle procedure per identificare situazioni durature nell'interesse superiore del minore, per tutti i minori che potrebbero essere soggetti a procedure di rimpatrio. Si tratta di un documento tecnico per l'elaborazione e l'implementazione delle procedure. Stanno elaborando anche un documento per il patrocinio. Vedasi il corrispondente modulo ICM che sarà disponibile a breve: Patrocinio per soluzioni durature per i minori nel contesto delle procedure di rimpatrio: Messaggi e Raccomandazioni Politiche Principali.

Regolarizzazione

PICUM ha pubblicato un manuale sulla regolarizzazione per i minori, i giovani e le famiglie, redatto da – e per – le organizzazioni che si occupano di patrocinio, che tratta i meccanismi per regolarizzare i minori, i giovani e le famiglie privi di documenti. La pubblicazione sottolinea i meccanismi per regolarizzare lo status o accedere alla cittadinanza in Belgio, Francia, Grecia, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Norvegia, Spagna e Regno Unito e illustra aspetti fondamentali di meccanismi e campagne che si sono rivelati efficaci, così come altri che sono stati problematici o impegnativi. Vuole essere una fonte di ispirazione e riflessione a sostegno del patrocinio e del lavoro tecnico associato alle regolarizzazioni. Il manuale è integrato da due documenti separati. Uno riporta il riepilogo esecutivo e le raccomandazioni politiche e l'altro i punti di discussione per sostenere la regolarizzazione per i minori, i giovani e le famiglie, a supporto delle organizzazioni che affrontano la questione con i responsabili decisionali e le parti interessate principali.

Minori non accompagnati e separati

La pubblicazione di UNHCR “Sano e salvo: ciò che possono fare gli Stati per assicurare il rispetto dell'interesse superiore dei minori non accompagnati e separati in Europa” (ottobre 2014), include una spiegazione su come applicare il principio dell'interesse superiore (Articolo 3.1 CRC) dall'arrivo fino a una soluzione duratura. Come parte del progetto pilota di The Way Forward [La via da seguire] (luglio 2017), UNHCR Svezia ha recentemente lanciato il nuovo report “Voglio sentirmi aI sicuro: rafforzare la protezione dei minori non accompagnati e separati all'accoglienza iniziale in Svezia” (dicembre 2018), che comprende le possibili soluzioni durature da considerare.

Come parte di Notizie sulla questione della protezione dei minori , UNHCR ha redatto un documento per guidare le operazioni sul campo su Ricerca e ricongiungimento familiare  (gennaio 2017).

Apolidia

Il Network Europeo sull'Apolidia ha pubblicato una nota politica, elaborata dal Dott. Tendayi Bloom dell'Open University, su Apolidia e il Global Compact per una migrazione sicura, ordinata e regolare, destinata a chi si occupa di apolidia e vuole saperne di più sul Compact e come interagirvi. Il documento sottolinea perché il Compact è rilevante per l'apolidia e mette a confronto il modo in cui l'apolidia viene trattata nella stesura finale del Global Compact sulla migrazione rispetto alla prima stesura, la Dichiarazione di New York e la stesura finale del Global Compact sui Rifugiati. Ciò comprende l'analisi di come il Compact si riferisce ai diritti dei minori sanciti nella Convenzione ONU sui diritti dei minori, in particolare l'Articolo 7 che stabilisce che i minori saranno registrati immediatamente dopo la nascita e avranno diritto di acquisire una nazionalità, in particolare nel caso in cui il minore sarebbe altrimenti apolide.

#StatelessKids – Nessun minore in Europa dovrebbe essere apolide – il Network Europeo sull'Apolidia ha elaborato una serie di risorse che pongono in evidenza la questione dell'apolidia infantile in Europa e il fatto che molti Paesi europei non dispongono delle garanzie necessarie per proteggere i minori dall'apolidia. Ending Childhood Statelessness – Uno studio comparativo delle salvaguardie per assicurare il diritto a una nazionalità per i minori nati in Europa. integra il report del Network Europeo sull'apolidia 2015 Nessun minore dovrebbe essere apolide e fornisce un'analisi approfondita delle leggi sulla nazionalità di 45 Stati del Consiglio d'Europa che sono in conflitto con le norme internazionali che concedono la nazionalità a minori altrimenti apolidi. Riporta anche tre utili infografici sull'apolidia infantile, che illustrano cosa significa per un minore essere apolide, perché i minori diventano apolidi e la registrazione della nascita.